Guida alla sostituzione dell’unit? ottica
Cambiare l'unità ottica ad un notebook è un'operazione solo apparentemente semplice che spesso può rivelare sorprese non propriamente gradite…vediamo di fare un pò di chiarezza e dare una mano con quanti vi si volessero cimentare!
Come prima cosa voglio sottolinerare come l'apertura del notebook sia un'operazione non esente da rischi, che potrebbe invalidare in alcuni casi la garanzia e comportare danni anche gravi se non si ha cognizione di cosa si sta facendo.
Fatta tale doverosa premessa non mi soffermo su come sia possibile smontare/rimontare l’unità ottica nel notebook, poiché ciò varia da modello a modello. Nei casi più fortunati il lettore è direttamente estraibile; negli altri casi sarà spesso sufficiente svitare qualche vite e rimuovere la tastiera (od eventualmente l’intero uppercase) per accedere al drive.
Cominciamo col notare come esistano sostanzialmente due tipi di drive slim: i cosiddetti tray (con cassettino) :

Nell'immagine il NEC 6650a

Nella foto il Pioneer DVR-K05
Come premessa alla mia guida, voglio sottolineare che:
a) il connettore di tutte le unità slim per notebook è assolutamente standard, ed è quello mostrato in figura:


b)Contrariamente a quando sostengono alcuni produttori di notebook e anche varie riviste di settore, NON esiste alcun blocco nel bios del notebook stesso che costringerebbe ad usare solo ottiche fornite direttamente dalla casa madre del laptop. Può tuttavia capitare che la nuova unità non venga riconosciuta, ma questo è dovuto solamente alla differente logica di identificazione da parte del laptop del drive; chiarirò la questione (purtroppo abbastanza spinosa) più avanti.
Veniamo ora alla parte più difficile, cioè: come fa il notebook ad impostare la posizione master/slave del drive???
Logiche di identificazione
Nei lettori da desktop, sappiamo che esiste un jumper per impostare il drive come master, slave, oppure cable select. Nei lettori slim, tale jumper purtroppo non esiste; le unità sono impostate per identificarsi come cable select (csel per brevità), e tale impostazione è dovuta al firmware.
L’identificazione stessa avviene basandosi sul segnale presente tra i piedini 45 e 47 del drive: è proprio questa infelice scelta che può produrre un errore di identificazione (IDE Error #1) oppure la mancata identificazione della unità ottica. Alcuni notebook infatti richiedono che il drive si identifichi non come csel, ma con logica reverse cable select (detta anche reverse ata, inverse ata, inverse csel, ecc ecc… la fantasia non ha limiti!). Tale logica è uguale e contraria a quella csel; ovvero lo stesso segnale che, in logica csel, identifica il drive come master (slave), in logica r-csel lo identifica come slave (master).
La logica csel è impiegata da circa il 90% dei notebook; la reverse ata è presente in TUTTI i notebook prodotti da Toshiba ed in ALCUNI modelli di altri produttori.
La domanda sporge spontanea: come posso sapere quale logica è impiegata dal mio notebook?
La risposta non è né semplice né scontata; è necessario basarsi spesso unicamente su supposizioni. Se avete tanta fortuna, il produttore del nostro notebook vi saprà/vorrà rispondere (piccola parentesi: ho sostituito tantissimi lettori, e non ho mai trovato un produttore che mi abbia voluto comunicare questa informazione; d’altra parte, come potrebbero rivendere unità ottiche sostitutive a 600 euro, se non cercando di disincentivare l’utente a sostituirsi il drive da solo raccontandogli che esistono blocchi di bios/hardware ecc ecc per cui solamente la loro unità può funzionare).
In caso contrario, si può ragionare come segue:
1) se il mio vecchio drive è secondary master, quasi certamente la logica di riferimento sarà csel.
2) se il vecchio drive è primary slave, non è possibile trarre alcuna conclusione.
3) se il vecchio drive è secondary slave e non vi è nulla come secondary master, il drive sarà r-csel.
4) se il vecchio drive è primary master, con buona probabilità la logica sarà r-csel.
Le situazioni più tipiche (99% dei casi) sono comunque la #1 e #2.
Come detto, le unità che trovate in commercio sono preimpostate per operare in modalità cable select. Se vengono montate in notebook csel, l’operazione va in porto senza alcun problema. Se invece vengono messe in un notebook r-csel, la situazione si complica: si otterrà infatti o un ide error#1, poiche l’hdd e il drive entrano in conflitto, volendo entrambi essere master, oppure semplicemente il drive non verrà riconosciuto. In ogni caso, l’unità non sarà funzionante.
Vediamo allora come poter risolvere questa situazione.
Patching del firmware e modifica hardware
Poiché l’imposizione della logica avviene nel firmware, alcuni produttori di unità rendono disponibili appositi patcher per portare il drive in modalità reverse ata. Sarà allora sufficiente connettere il drive ad un pc desktop (tramite apposito adattatore, comunemente reperibile nei migliori negozi di informatica a pochi euro), bootare in dos pieno (NON prompt di ms dos da windows) ed aggiornare il firmware del drive. È una operazione molto semplice, senza particolari rischi. Terminata l’operazione, il drive sarà pronto per il notebook e non darà più alcun problema. È ovviamente possibile effettuare anche l’operazione inversa, cioè patchare un drive da r-csel a csel.
Altri produttori purtroppo non forniscono tale patcher; alcuni utenti, molto competenti, sono riusciti comunque a crearsi da soli il firmware reverse csel; ovviamente però, non essendo un fw ufficiale, il suo utilizzo fa decadere la garanzia del drive, ed a seguito di un eventuale errore nel patching nessuno vi potrà aiutare. Una ricerca su Google consente di trovare tali fw per molti drive in commercio, ma non per tutti.
In assenza di un patcher, l’unico modo per convertire la logica del drive è modificare l’hardware del drive stesso. Vediamo nel dettaglio:
a)per portare un drive da csel e r-csel, occorre saldare tra loro i piedini 45 e 47 del drive ( oppure della piattina di collegamento, se presente, o del connettore sulla motherboard), in modo da cortocircuitarli. Più che ovvia la necessità di avere un buon saldatore a punta fine ed una buona manualità nel suo impego. In figura, vedete la saldatura effettuata su un adattatore:

b)per portare un drive da r-csel a csel, situazione che si può verificare quando si acquista un drive usato, la questione è molto, molto complessa. Occorre infatti smontare completamente il drive per accedere alla sua scheda di controllo; fatto ciò, bisogna seguire le piste che partono dai soliti piedini 45 e 47 e localizzare su quali componenti vanno a chiudersi; generalmente (anzi, quasi sempre) chiudono su una serie di transistor e diodi smd, ed è quindi necessario (con un oscilloscopio, tanta pazienza e tanta esperienza) riconoscere quale componente regoli l’uscita tra i due soliti pin e rimuoverlo. Vi assicuro che non è affatto semplice, anzi è un vero e proprio incubo!!!
Spero con quanto detto di non avervi scoraggiato troppo e per questo è doveroso aggiungere che tipicamente nel 99% dei casi far funzionare un nuovo drive al posto di quello vecchio è un'operazione molto semplice!
È però rimasto un punto da sistemare: il frontalino!
Frontalini ed estetica
Soprattutto negli ultimi tempi, i frontalini hanno assunto forme e livree in linea con l’estetica del notebook, e si vorrebbe utilizzare sul nuovo drive il frontalino di quello vecchio, pena l’avere il nuovo drive circondato da ampi spazi vuoti oppure rientrante di alcuni mm dentro al laptop. Quasi sempre ciò non è possibile, se non in casi fortuiti o facendo ricorso alle proprie abilità da modellista. Vediamo perché:

Es. di frontalino con design in linea con il laptop
Naturalmente, quanto detto per i frontalini non ha alcuna rilevanza qualora si utilizzino notebook dotati del \"classico\" e standard bezel rettangolare; in questo caso infatti ogni frontalino standard si adatterà alla perfezione:

Es. di frontalino standard