Intel Core 2 Duo Santa Rosa: la nuova piattaforma mobile senza segreti!
La piattaforma Intel Santa Rosa introduce tante novità in ambito mobile: scopriamone tutti i segreti e sveliamo le tecnologie ed il loro impatto sulle prestazioni e sull'uso quotidiano.
Nuovi processori Merom Intel Core 2 Duo con 4Mb di cache L2, fsb che sale ora a 800MHz ed con un migliorato sistema di risparmio energetico. Ma Santa Rosa non significa solo nuovi processori, anzi a ben guardare la cpu rappresenta la componente più tradizionale della nuova piattaforma mobile di Intel che introduce tantissime novità, come il nuovo modulo per reti wireless, un rivoluzionario sistema di caching dei dati e tante migliorie in ambito autonomia.

E le novità ci sono finanche nel logo…una cosa banale ma che, a ben guardare, è uno degli indicatori più diretti per il consumatore poco avvezzo ai tecnicismi, ma che vuole comunque fare una scelta consapevole. E già che Intel, conservando la denominazione “Core 2 Duo”, non agevola certo in questo! Ed allora è bene iniziare col far presente che il brand abbinato alla nuova piattaforma non avrà più il tradizionale cuoricino bicolore nel logo: occhio quindi agli adesivi attaccati alle macchine esposte nei centri commerciali: se mantengono il cuoricino si tratta della (ormai vecchia) piattaforma Napa. La nuova piattaforma si divide in due gamme, quella consumer, il cui adesivo presenta la sola dicitura Core Duo, a cui si affianca, novità di Santa Rosa, una piattaforma destinata ad un’utenza professionale, contraddistinta dalla dicitura Centrino Pro nel logo che, oltre a quanto indicato per i modelli consumer, avrà anche il chip per le reti cablate (Intel 82566MM) Intel Active Management Technology (AMT 2.5) che consente agli amministratori di rete di effettuare manutenzione ordinaria e straordinaria da remoto su tutti i computer connessi alla rete aziendale, anche se questi si trovano in stand-by, tecnologia del tutto comparabile con quella vPro per sistemi desktop.
Sintetizzando, quindi, la piattaforma Santa rosa non avrà il cuoricino bicolore nel proprio logo!
Cuore della piattaforma Santa Rosa è il nuovo chipset Intel Mobile 965 Express, comprensivo del northbridge Crestline, che supporta i nuovi processori Merom e si interfaccia con la nuova grafica integrata e con i moduli di memoria, ed il southbridge ICH8M che si interfaccia invece con il sottosistema dischi, le periferiche pci express e i vari moduli dedicati alla connettività (wireless e wired).

In particolare Crestline gestisce un bus tra chipset e processore che passa dagli attuali 667MHz a frequenze di 800MHz. In realtà più che a 800MHz il bus opererà molto più spesso a 400MHz: merito del Dynamic Front Side Bus Frequnecy Switching che consente l'adattamento dinamico della frequenza in base all'effettivo carico di lavoro quando il portatile si trova in uno stato di basso consumo energetico, con la frequenza di FSB che viene ridotta di conseguenza, aumentando la durata della batteria.
Rimane invariata la frequenza delle memorie abbinate: su Santa Rosa avremo infatti ancora moduli di memoria DDR2 operanti a 667MHz: la scelta conservativa da parte di Intel pare legata a considerazioni circa l’attuale immaturità di moduli operanti a frequenze superiori, che presentano temperature d’esercizio a pieno carico incompatibili con le esigenze di consumo e di smaltimento termico di sistemi notebook.
Nuovo anche il chipset per la grafica integrata che, lo ricordiamo, benché non costituisca una soluzione adeguata agli appassionati di gaming, rappresenta la soluzione video di gran lunga più diffusa in ambito mobile: la nuova grafica Intel GMA X3100 fornisce incrementi di circa il 25% rispetto alla soluzione che va a sostituire, garantisce pieno supporto alla grafica Aero di Windows Vista ed ai flussi video in alta definizione ma, compatibile DX9, non introduce ancora il supporto alle liberie Microsoft DirectX 10, tecnologia che sarà invece presente su buona parte dei nuovi modelli basati su Santa Rosa con grafica dedicata.
La grafica integrata Intel GMA X3100 ha un quantitativo di memoria variabile fino a 256Mb, presi intermente dalla memoria di sistema, opera a frequenze di 500MHz e vanta talune implementazioni atte a migliorarne l’efficienza energetica come il Display Refresh Rating System, che abbassa il refresh del pannello quando l'alimentazione è a batteria, ed il D²PO* che permette di passare da una visualizzazione delle immagini progressiva ad una interlacciata (metà delle righe generate), ovviamente in situazioni dominate in prevalenza da immagini statiche, al fine di diminuire il carico sulla GPU integrata senza significativi cambiamenti in termini di qualità di immagine.
Il southbridge ICH8M integra ora il supporto di 3 canali S-ATA: è pertanto lecito ritenere il diffondersi di soluzioni ottiche, soprattutto masterizzatori Blue Ray in alta definizione, sempre più spesso basate su questa nuova interfaccia anche per pc portatili. ICH8M supporta inoltre fino a 10 porte USB 2.0 e fino a 6 connettori PCI Express, cui vengono connesse anche periferiche interne (per esempio il modulo wireless). Tre le periferiche interne collegate anche il modulo Turbo Memory, anche conosciuto col nome in codice Robson, una tecnologia del tutto innovativa come concezione, finalizzata all’incremento delle prestazioni nelle operazioni di gestione dei dati, caratteristica che dall’altro lato si declina in una migliorata efficienza e pertanto in consumi energetici inferiori.
Il chipset Mobile 965 comprenderà anche il sistema sonoro Intel High Definition Audio, compatibile con Dolby Digital e 7.1 surround sound (attraverso il southbridge ICH8M).
La tecnologia Intel Turbo Memory implementata nel modulo Robson è senza dubbio una delle novità tecnologiche di maggior rilievo della nuova piattaforma Santa Rosa.
Fisicamente si tratta di una schedina mini PCI molto simile agli attuali moduli wireless che integra un quantitativo di memoria flash variabile fino a 4Gb, anche se all’inizio è lecito ritenere che tale modulo avrà dimensioni standard di 512Mb o al più 1Gb. La memoria flash, ovvero il modulo Turbo memory, funziona alla stregua di una cache: il sistema può memorizzarvi temporaneamente dati e applicazioni in uso, così da recuperare le informazioni con tempi più bassi rispetto a quelli consentiti dalla cache del disco fisso, e soprattutto consumando meno corrente.

Robson sarà impiegato principalmente a supporto di due funzioni, Windows ReadyDrive e Windows ReadyBoost, introdotte e presenti solo sul sistema operativo Vista.
Simile alle cache integrate nei nuovi dischi ibridi, tale modulo sfrutta la tecnologia Ready Drive garantendo prestazioni migliori del 2% nelle applicazioni e del 20% nei tempi di boot perché consente di conservare i file in attesa di scrittura nella sua memoria NAND Flash e di immagazzinare i file in lettura utilizzando i nuovi algoritmi di predizione Microsoft Windows Superfetch presenti in Windows Vista. Inoltre, limitando l'accesso al file di paging dell'hard disk, permette di risparmiare energia.
La tecnologia Ready Boost consente invece, quando il sistema entra in ibernazione, di memorizzate in questa cache flash piuttosto che sul disco le informazioni, con il vantaggio di riesumare il sistema dall’ibernazione in un tempo inferiore. La dimostrazione tenuta da Intel stessa all’ultimo IDF (Intel Developer Forum) ha fatto cronometrare un tempo di 10 secondi per riavviare il sistema dall'ibernazione, circa la metà del tempo richiesto senza Robson. Inoltre si stima che l’uso combinato di queste 2 feature di Vista che sfruttano il modulo Robson portano ad risparmio energetico medio stimato da Intel in 0,4 watt.
Il modulo Turbo Memory, una delle novità più intriganti della piattaforma Santa Rosa, è tuttavia un modulo opzionale, e quindi la scelta di implementarlo o meno sulle proprie macchine sarà lasciato all’arbitrio dei singoli assemblatori, né, a dispetto di quanto prospettato, sarà un upgrade acquistabile a parte, almeno inizialmente: una attenzione particolare deve essere quindi riposta all’atto dell’acquisto.
Piattaforma innovativa non significa solo nuovi processori, come si diceva, anche se, pare scontato, l’attenzione riposta dai più è soprattutto su questo componente, così importante nelle prestazioni complessive di un sistema portatile. Ed anche in questo ambito Intel presenta una serie di cambiamenti assolutamente di rilievo.
Iniziamo tuttavia con il deludere le flebili speranze di chi credeva nella possibilità di un upgrade: i nuovi processori Merom Intel Core 2 Duo non saranno compatibili con la precedente piattaforma, non solo come mero supporto delle nuove feature implementate, di cui vi si darà conto a breve, ma anche a livello fisico, essendo basati sul nuovo Socket P con piedinatura a 479 pin contro i 478 della precedente famiglia.
E partiamo proprio dallo spiegare la ragion d’essere di questo pin aggiuntivo per illustrare una delle novità più significative dei nuovi processori. Il nuovo pin sarà deputato a fornire un leggero overclock (parola che denota un aumento della frequenza operativa impostata di fabbrica) in talune particolari condizioni operative regolate dalla tecnologia definita Intel Dynamic Acceeration (DAT): quando sono in esecuzione applicazioni che non richiedono l’impiego di entrambi i Core, uno dei due può essere spento (e fin qui nulla di nuovo rispetto alla situazione precedente). Quello che c’è di nuovo nei nuovi Core 2 Duo è che il Core che rimane acceso viene leggermente overcloccato (ad opera del famoso 479mo pin di cui sopra), con un aumento di 200MHz in tutti i vari modelli, senza tuttavia modificare il voltaggio complessivo del processore e quindi il suo profilo di smaltimento termico, cioè uno dei parametri maggiormente critici per quanti sono avvezzi alla pratica dell’overclock. Ciò garantisce prestazioni superiori negli applicativi che, non ottimizzati per il multithreading (e sono ancora tanti questi tipi di programmi!), richiedono un solo processore per girare.

In termini di risparmio energetico Intel introduce con questa nuova famiglia di processori un ulteriore stato di idle della cpu, che si attiva nei momenti in cui non viene richiesto alcun carico di lavoro dai programmi in esecuzione: si tratta dell’Enhaced Deeper Sleep. Come intuibile dalla slide ufficiale Intel i core dei nuovi processori presentano, al pari delle precedenti versioni di cpu, uno stato di accensione in cui lavorano alla massima frequenza ed a pieno voltaggio, tre livelli di risparmio energetico del singolo Core, ed uno stato C4 che rappresentava finora lo stato di massimo risparmio, in quanto consisteva nello spegnimento di entrambi i Core. Tuttavia prima la cpu poteva essere risvegliata da questo “sonno profondo” dal chipset che effettuava i suoi controlli periodici sullo stato della cache di sistema. Il nuovo livello aggiunto eviterà proprio che questo accada, aumentando il tempo totale di cpu spenta e quindi, in definitiva, l’autonomia complessiva.
Il nuovo front side bus a 800MHz e la cache L2 portata su tutte le versioni a 4Mb (quantitativo in precedenza presente solo nelle versioni a più elevata frequenza) completano le innovazioni dei nuovi processori Merom, che sono stati presentati con i seguenti nomi:
Intel Core 2 Duo T7100 (1,8GHz)
Intel Core 2 Duo T7300 (2,0GHz)
Intel Core 2 Duo T7500 (2,2GHz)
Intel Core 2 Duo T7700 (2,4GHz)
Benché il nuovo standard wi-fi attenda ancora la ratifica ufficiale, il modulo wireless Intel 4965AGN presente nella piattaforma Santa Rosa, conosciuto col nome di Kedron, supporterà il più recente standard di tecnologia Wi-Fi contraddistinto dalla sigla 802.11n, che introduce la tecnologia MIMO (Multiple Input Multiple Output): i nuovi computer portatili non avranno più una singola coppia di antenne ma 2 antenne in trasmissione ed addirittura 3 in ricezione. In tal modo ciascun nodo di una rete wi-fi fungerà anche da amplificatore di segnale, cosa che consente una migliore copertura soprattutto nelle situazioni più accidentate, come ad esempio reti all’interno di edifici, mentre rimane sostanzialmente invariato il raggio d’azione complessivo in ambienti aperti.

Operante su frequenze sia di 2,4 che di 5GHz il nuovo standard consente maggiore disponibilità di banda, che ora raggiunge il limite teorico di ben 300Mbit/sec. La riduzione di dati di controllo su ciascuna singola antenna, così sgravata dall’incombenza di operare da sola, comporta inoltre una notevole ottimizzazione dei carichi dati con l’obiettivo dichiarato di rendere questo standard adeguato allo streaming in alta definizione consentendo lo scambio a distanza di una notevole mole di dati.
Conclusioni
Per concludere tante novità in ciascuno dei compoeneti della piattaforma Centrino che sarà certamente una soluzione vincente visto l’indiscusso vantaggio tecnologico di Intel su AMD nel campo portatili. Tuttavia tra tante due innovazioni ci paiono particolarmente di rilievo: da un lato la tecnologia Turbo Memory il cui successo sarà affidato al mercato in quanto, come si diceva, è un modulo opzionale della piattaforma, e dall’altro le tantissime piccole migliorie in campo autonomia che sommate renderanno questa piattaforma senz’altro più parsimoniosa, pur senza pagare scotto alcuno in termini di prestazioni.