Testati per voi 5 modelli di notebook fan che consentono di migliorare la dissipazione di calore, già spesso critica per un pc portatile, ed aggravata dalla calura estiva. I modelli provati sono: Coolermaster Notepal R9 e Notepal W1, Vantec Lapcool 4, Thermlatake Thai-Chi M e Thermaltake Coolpad.

 

Il boom dei notebook a livello di vendite registrato negli ultimi tempi ha drasticamente cambiato anche l’utilizzo tipico del notebook medesimo: sempre meno “pc-portatile”, da utilizzare in quelle situazioni laddove si fosse impossibilitati ad usare il proprio computer desktop, ed anzi sempre più sostituto tutto fare del computer fisso, a cui si chiede elevata capacità di calcolo, possibilità di memorizzare centinaia di gb di dati, elevate prestazioni dal punto di vista gaming e così via.

Se l’evoluzione dell’elettronica di consumo ha reso possibile la spinta miniaturizzazione di un sistema notebook, con tutti i vantaggi in termini di flessibilità d’uso, ingombro ridotto, portabilità, e, sempre più oggi, prestazioni, tutto ciò ha però un suo rovescio della medaglia: i notebook, nonostante processori dedicati e sistemi sofisticati di risparmio energetico soffrono, in maniera imprescindibile, il surriscaldamento. E ciò è tanto più vero nella stagione estiva, quando il caldo non lascia tregua neppure a noi!

I possibili problemi connessi a tale fenomeno sono presto detti: si va dall’instabilità di sistema con frequenti blocchi dello stesso, a riavvii o arresti spontanei generati dalla scheda madre che entra in protezione per sopraggiunti limiti di temperatura, o, ancora peggio, perdita di affidabilità dei dischi rigidi che, lo ricordiamo, hanno margini operativi standard non superiori, tipicamente, ai 55-60°C.

Tali problemi sono spesso lo scotto da pagare per progettazioni poco attente dei notebook stessi, dai quali si chiede sempre più in termini di leggerezza e dimensioni contenute al punto che il mercato spesso penalizza prodotti con qualche centinaio di grammi in più: il primo elemento su cui si “va al risparmio” in tali casi è costituito da un efficiente sistema di dissipazione, che aggiunge peso ed ingombri senza offrire (solo apparentemente purtroppo!) quel qualcosa in più in termini di valore aggiunto che è proprio dei notebook più costosi e meglio realizzati.

Per sopperire in maniera efficace ad una macchina che raggiunge spesso temperature critiche, si può scegliere di usare un notebook cooler: si tratta di accessori che con sempre maggior frequenza si trovano negli store on-line, e che si incominciano a vedere anche sugli scaffali dei negozi di elettronica ed informatica.
In pratica si tratta di una base, dello spessore di non più di 2cm, sulla quale appoggiare il notebook, il cui principio di funzionamento è presto spiegato: si punta ad aumentare il ricircolo dell’aria sul fondo del portatile, che andrà poi a raffreddare i componenti interni (cpu, scheda video ed hard disk su tutti), e che, visti i pochi millimetri di altezza dalla superficie di appoggio garantiti dai piedini di un notebook, non sempre si rivela adeguato a garantire una sufficiente dissipazione termica.

In particolare tutti i prodotti che andremo ad analizzare attirano aria dalla parte laterale per convogliarla, grazie alle ventole in dotazione (tipicamente 2), sul fondo del notebook (soluzione 2 in figura), laddove esistono tuttavia soluzioni basate sul principio di funzionamento opposto: cioè aspirare aria dal fondo del notebook ed inviarla all’esterno (soluzione 1 in figura).
D’altro canto la soluzione 2 ci pare la più logica ed efficiente da abbinare a notebook con prese d’aria inferiori e feritoie di espulsione laterali o posteriori, che poi è la soluzione progettuale più comune nei notebook attualmente in commercio.

I modelli in esame, fornitici in prova da Drako.it, sono i seguenti:

Coolermaster Notepal R9
Coolermaster Notepal W1
Vantec Lapcool 4 LPC-420
Thermaltake Thai-Chi M
Thermaltake Coolpad

Coolermaster Notepal R9 e Coolermaster Notepal W1

Questi due prodotti realizzati da Coolermaster, leader nella realizzazione di prodotti per la dissipazione termica, sono accumunati dal medesimo profilo e caratterisitiche di base, distinguendosi solo nelle dimensioni, adatte rispettivamente a notebook fino a 15,4” wide il modello R9 (colorazione silver nelle foto), mentre fino a 17” il modello W1 (in nero nelle foto).

La prima impressione, una volta disimballato il prodotto dalla confezione a valigetta, che include solo il cavo di alimentazione per collegarlo ad una porta usb, è di un prodotto ben fatto, elegante e sobrio tanto nella colorazione nera che nella più intrigate versione silver, interamente realizzato in solido alluminio con trattamento satinato. D’altro canto proprio lo spessore del profilo il alluminio, che ne determina il peso (1,2 Kg il modello R9, 1,4 Kg il modello W1), accanto alle dimensioni, ne fanno un prodotto da utilizzare quasi esclusivamente per uso home, visti gli evidenti limiti di portabilità.

I due modelli sono caratterizzati dal medesimo profilo laterale, potendosi vedere come l’uno la continuazione dell’altro, distinguendosi unicamente per la dimensione frontale, laddove il W1, destinato a notebook fino a 17”, è largo 40cm, contro i 32cm del modello R9.
Peculiarità del profilo è il rialzo nella parte anteriore: tale accorgimento è stato adottato per ragioni di ergonomia, dal momento che l’adozione di un pad alza il notebook fino a 2cm, rendendo scomoda la digitazione dei caratteri sulla tastiera. L’inclinazione verso la parte posteriore rende inoltre ottimale l’angolo di visione rispetto allo schermo lcd. Il notebook, collocato in maniera da appoggiarsi alla parte anteriore, trova così una base solida e stabile.

La scelta di un profilo molto curato per ottimizzare l’ergonomia d’uso trova però il suo scotto maggiore nel ridurre, di fatto, la superficie di appoggio dei notebook, dove anche un notebook da 15”, con una dimensione standard di 28cm, non riesce a poggiare correttamente i piedini posteriori che trasbordano il pad, dal momento che la superficie d’appoggio effettiva ha profondità pari a soli 23cm, nonostante la profondità complessiva del cooler sia pari a 30cm. E se con notebook da 15” si riesce comunque a trovare una collocazione più che adeguata, la pecca risulta meno veniale nel modello W1 destinato a portatili di 17”, che, come detto, presenta solo una maggiore larghezza, ma medesima profondità complessiva: davvero un’ingenuità evitabile in fase di concepimento, vista la cura con cui è stato realizzato il prodotto!

Sul fondo dei notebook fan Coolermaster Notepal trovano alloggiamento 2 ventole da 70mm di diametro, distanziate circa 10 cm l’una dall’altra (parametro da tener presente nel caso il vostro notebook disponga di una presa d’aria giusto al centro dello stesso) che in funzionamento sono sufficientemente silenziose, per un valore dichiarato di 21 db: assolutamente accettabile e talora inferiore alla rumorosità delle ventole interne.

  L’interruttore per l’accensione delle stesse è collocato nella parte posteriore, dove sono presenti anche 2 porte usb: il numero non tragga tuttavia in inganno dal momento che una di esse deve essere per forza di cose occupata dal cavo di alimentazione e quindi, se non si perdono porte libere, è pur vero che neppure se ne recuperano delle altre.

 

 

 

PREGI
Linea elegante
Bontà dei materiali utilizzati
Ergonomia

DIFETTI
Scarsa profondità
Limitata possibilità di posizionamento del notebook
Scarsa o nulla portabilità

PREZZO
Notepal R9 39,90€ – Notepal W1 49,90€

Vantec LAPCOOL 4 LPC-420

Il Vantec Lapcool 4 è un prodotto molto versatile, dalle dimensioni contenute, eppure capace di adeguarsi in maniera camaleontica a diversi tipi e dimensioni di notebook, fino a portatili da 15,4”, disponendo inoltre di un comodo hub usb da 4 porte, e mancando solo del card reader 8in1 presente sul modello di punta, il Vantec Lapcool 4 versione LPC-430.

La confezione, poco ingombrante, include, oltre al pad dissipante, un cavo per alimentazione da rete fissa, un cavo per sfruttare invece l’alimentazione da porta usb del notebook (che consiglio di usare in luogo dell’alimentazione da rete), ed un cavo per connettere l’hub usb di cui dispone ad una ulteriore porta usb del notebook.
La prima cosa che salta all’occhio sono le dimensione contenute, che tradiscono da subito l’inclinazione “portatile” di questo prodotto, tanto più che dalla scatola esce richiuso: così ha dimensioni poco maggiori di un’agenda. Come materiale costruttivo si è scelta la plastica: opzione sensata che consente di ridurre notevolmente il peso (540g), e che risulta sufficientemente solida ed adeguata all’uso cui è destinato, ma che desta qualche perplessità legata alla scelta del trattamento lucido che, oltre ad essere in controtendenza con le plastiche tipicamente usate nei notebook, porta traccia delle impronte delle dita sullo stesso: del resto poco male…è un prodotto concepito più per essere che per apparire, tant’è che durante l’uso l’unica parte realmente visibile è quella posteriore, in cui è presente un elegante pannello a specchio.

Una volta “spiegato”, il Vantec Lapcool 4 si presta con facilità ad individuare la posizione più congeniale del notebook, dal momento che, non presentando rialzi significativi su nessuno dei lati, si può sfruttare il margine concesso per far coincidere il più possibile la posizione delle ventole del cooler con quelle di aspirazione del nostro notebook.
Anche la parte anteriore, fortemente rastremata, consente di fatto di rendere quasi impercettibile il rialzo che registra la parte anteriore del pc portatile, e non si avverte così l’esigenza di profili appositi come quelli proposti da Coolermaster; anzi, spostando il notebook abbastanza avanti da far toccare i piedini sul tavolo, diventa se vogliamo ancora più comodo da utilizzare.
Da rilevare l’assenza, tanto ai piedini posteriori che nella parte di contatto anteriore, di guarnizioni in gomma che sono invece presenti, con dei piedini a ribaltamento, nella zona superiore di contatto col notebook. Tale mancanza rende il blocco notebook-cooler poco stabile, e propenso a scivolare verso la parte posteriore quando si usa la tastiera con una certa energia (ad esempio durante delle concitate sessioni del nostro game preferito): tale comportamento è accentuato dall’aumento di peso del notebook, tendendo a scomparire con notebook leggeri e/o inferiori ai 15”.

La parte posteriore è senz’altro la parte più curata del prodotto: sono presenti l’ingresso per l’alimentazione, l’ingresso per l’hub usb che consente di ottenere ben 4 porte usb supplementari (anche se, giova sottolineare, il recupero effettivo è di sole 2 porte in quanto per il suo uso vanno impegnate 2 porte usb del notebook) ed una comoda rotella che consente di impostare il regime di rotazione delle ventole, entrambe da 70mm e collocate molto vicine tra loro nella zona centrale del pad, mentre sulla destra è posizionato un piccolo interruttore per lo spegnimento totale.

La foto evidenzia lo sfruttamento sapiente dei volumi con la creazione, nello spazio vuoto accanto alle ventole, di due piccoli vani in cui possono trovar posto i cavi usb forniti in dotazione.
Nell’uso la rumorosità diventa percepibile in maniera più consistente rispetto ai prodotti Coolermaster solo a regimi di rotazione prossimi a quello massimo, e d’altro canto si può scegliere di mettere al minimo tale parametro per usi non impegnativi, salvo aumentarlo per utilizzi più impegnativi, laddove il sistema di raffreddamento del notebook, che agirà anch’esso ad elevati regimi di rotazione, finirà verosimilmente col coprire parte o del tutto il rumore generato dal notebook fan.

PREGI
Peso e portabilità
Buona adattabilità a notebook di diverse dimensioni
Ricca dotazione comprensiva di hub e regolatore di velocità

DIFETTI
Trattamento delle plastiche ed estetica migliorabile
Stabilità non ottimale con notebook dal peso rilevante
Rumorosità che, pur nella norma, risulta percettibile

PREZZO: 51,90€

 

Thermaltake Coolpad

Il Thermaltak Coolpad è prodotto versatile e di buona fattura, leggero e trasportabile.

E’ realizzato con la struttura portante in plastica grigia, mentre nella parte superiore trova posto un inserto in alluminio satinato: scelta di carattere più estetico più che funzionale. La confezione include il cavo per l’alimentazione da rete insieme ad una piccola brochure, mentre è da rilevare l’impossibilità di staccare il cavo usb, che comunque è di gran lunga preferibile usare, e che fa nel contempo da alimentazione e prolunga per l’hub che andremo a descrivere in seguito.

Elemento pregnante di tale prodotto è soprattutto l’estetica: il prodotto è caratterizzato da una piccola staffa sulla quale poggiare i piedini anteriori del notebook, estensibile rispetto al corpo centrale che contiene le ventole, rendendolo così facilmente adattabile a notebook di dimensioni anche inferiori ai 15”. Il suo peso (610g) e le ridotte dimensioni da chiuso lo rendono estremamente trasportabile nella borsa accanto al proprio notebook, e questo è certamente una delle peculiarità di maggior pregio del modello.
Nella parte destra del pad trovano collocazione ben 4 porte usb: la funzione di hub viene pertanto assolta in maniera ottimale consentendo, in ragione della singola porta occupata per il collegamento al notebook, il recupero di ben 3 uscite. La parte posteriore prevede un interruttore nella zona centrale immediatamente accanto al cavo di ingresso usb che, come si diceva, non può essere staccato, nè è presente una spazio adeguato per collocarlo una volta riavvolto.

In realtà, nonostante la sua profondità regolabile, anche le dimensioni di questo modello sono abbastanza “risicate”: nella massima estensione raggiunge una profondità di 23 cm, quindi attenzione alla distanza massima tra i piedini inferiori del vostro notebook se si tratta di un 15”, mentre non ci dovrebbero essere problemi con modelli più piccoli. Inoltre il notebook così posizionato risulta alzato di circa 2 cm nella parte anteriore rispetto alla sua collocazione usuale: ciò di certo non agevola l’ergonomia e la comodità d’uso del notebook fan.
Le ventole sono da 60mm e poste nella zona centrale del cooler: il diametro ridotto rispetto ai concorrenti penalizza tuttavia il cooler, riducendo lievemente la portata d’aria e generando un rumore sordo che è senz’altro il più facilmente percepibile tra i prodotti presi in esame, pur rimanendo anch’esso assolutamente accettabile e limitato, stando alla scheda tecnica, nell’ordine dei 23 db.

PREGI
Elevata compattezza e portabilità
Esteticamente gradevole

DIFETTI
Ventole da 60 mm che lo penalizzano quanto a rumorosità
Poca ergonomia d’uso che alla lunga affatica i polsi a causa dell’altezza

PREZZO:
41,90€

 

Thermaltake Thai-Chi M

Flessibile, esteticamente valido, estremamente silenzioso: questa in sintesi le caratterisitiche del Thermaltake Thai-Chi M, ultimo modello sfornato dalla taiwanese Thermaltake, nota per i suoi eccellenti case per desktop.

Il pad viene venduto in una confezione curata e compatta nella quale sono presenti il cavo di alimentazione usb ed una piccola brochure del prodotto illustrata.
Benché non sia un prodotto votato alla trasportabilità per via del suo peso (1,23 Kg), i progettisti hanno scelto una soluzione che lo rendesse richiudibile a mò di libro, proprio per agevolare la collocazione in una borsa da notebook: in realtà la scelta ci pare discutibile poichè, oltre al peso, gioca molto a sfavore in tal senso anche lo spessore che, pari da chiuso a ben 5 cm, non ne fa certo un prodotto “tascabile”.

Una volta aperto il Thai-Chi M si mostra in tutta la sua bellezza: la scelta di abbinare colori differenti (silver e nero satinato) per le due parti richiudibili è esteticamente molto azzeccata, ed è ottima la qualità del materiale utilizzato, interamente in alluminio (scelta che tuttavia, come detto, lo penalizza quanto a peso).

Il profilo ricorda molto da vicino quello dei modelli Coolermaster: è infatti anche qui presente un profilo triangolare nella parte inferiore, questa volta leggermente bombato, che agevola l’accesso degli avambracci alla tastiera.
Purtroppo eredita dal concorrente anche la scarsa profondità: da figura è evidente come lo spazio effettivamente a disposizione del notebook sia ridotto a poco più di 23cm, anche se le maggiori rotondità finali del Thermaltake (in alto nella figura) rendono ancora più facile l’adattabilità di un notebook, purchè questo non sia un 4:3.
La capacità di raffreddamento è garantita, come si diceva, da 2 ventole da 70mm a basso regime di rotazione che garantisce una rumorosità assolutamente irrisoria: dichiarati 14 db che all’atto pratico ci hanno spinti ad accostare l’orecchio al prodotto per riuscire a percepire in maniera distinta il sibilo delle ventole. E d’altro canto la loro conseguente limitata portata d’aria è sopperita dalla scelta di realizzare delle feritoie lungo tutta la lunghezza del pad, piuttosto che esclusivamente all’altezza delle ventole stesse: ciò lo rende più adattabile su notebook che presentino inferiormente feritoie centrali o agli estremi laterali.

La cura dei particolari si esplicita nella presenza di una piccola barra posta sul lato destro, in cui possono trovare collocazione dei piccoli fogliettini ed una penna: in realtà avremmo preferito un hub usb, che invece manca a tale modello (presenta nel posteriore solo due ingressi di cui uno occupato dall’alimentazione usb), ma che dimostra la buona cura mostrata finanche nei dettagli.

PREGI
Estetica gradevole e qualità dei materiali
Silenziosità d’uso
Attenzione agli aspetti ergonomici

DIFETTI
La possibilità di richiudersi ci pare poco indovinata, stante peso e dimensioni che ne inficiano comunque la portabilità.
Portata d’aria appena sufficiente

PREZZO: 36,90€

 

Test

In realtà, più che un test, questo risulta essere un test mancato, o, per meglio dire, volutamente omesso.
Provando i vari pad su notebook con differenti disposizioni delle prese d’aria inferiori si sono registrati infatti risultati abbastanza discrepanti, che ci ha indotti a fare considerazioni sull'omogeneità dei prodotti esaminati più che sul singolo modello, ma a nostro avviso più utili per il lettore che dovesse operare una scelta.
Le discrepanze rilevate si spiegano nel fatto che la possibilità di far coincidere il più possibile le feritoie inferiori del notebook con l’effettivo afflusso d’aria generato da questi notebook fan è un fattore importante nell'influenzarne l'efficacia.
D’altro canto, se non andremo ad illustrare in dettaglio i singoli pad, mostreremo comunque i vantaggi “medi” registrati ed ottenibili dall’uso di questi prodotti.

Per mettere alla prova l’effettiva capacità a compiere il loro lavoro si è scelto di effettuare un test su un notebook come l’HP ZV6000 equipaggiato con una cpu da desktop, un Athlon 64 3500+ a 2,2GHz, tenendo costantemente sotto controllo le temperature di cpu ed hard disk con il software di monitoraggio Mobile Meter, e valutandone le stesse sia in idle, cioè a riposo, che in full load, cioè sottoponendo la macchina a pesante stress computazionale tramite l’uso di un software, Cpu Toast, che più di qualunque altro benchmark è in grado di aumentare la temperatura di esercizio di un processore.

A questo punto giova fare delle considerazioni.
Anzitutto è da sottolineare l’estrema efficienza del sistema di raffreddamento del notebook in prova che, benché basato su una cpu da desktop, non fa mai lievitare le temperature oltre i 70°C.
Da rilevare poi come il piccolo scarto esistente tra le temperature in idle, con e senza l’uso di notebook fan, sia in realtà dovuto alla circostanza che la macchina attacca con le proprie ventole proprio ad una temperatura di 51°C, sicchè i 53°C rilevati senza raffreddamento supplementare vedono il sistema di ventilazione interno sempre attivato, mentre tutti i notebook fan testati riescono ad evitare che ciò avvenga, garantendo nel contempo, chi più chi meno, un migliore confort acustico.
In full load il risparmio medio si attesta intorno ai 6°C, anche se è doveroso sottolineare le temperature di 2-3°C superiori fatte registrare dal modelli Thermaltake Coolpad, probabilmente dovuto alle ventole da 60 mm: non paga invece dazio significativo, per i bassi regimi di rotazione, il modello Thermaltake Thai-Chi M.
Da sottolineare infine come anche l’hard disk abbia registrato un abbassamento medio delle temperature di esercizio intorno ai 4-5°C: tale risultato ha significatività anche maggiore rispetto a quanto registrato per il reparto processori, visti i limiti operativi di tali componenti fissati dalle case in 55-60°C.

Conclusioni

I prodotti testati si sono rilevati accessori anzitutto efficaci nel garantire temperature di esercizio inferiori rispetto a quelle standard, con giovamento che ne trae soprattutto l’hard disk, componente critico ed alla cui affidabilità riponiamo il mantenimento dei nostri dati.
I vantaggi ottenibili saranno verosimilmente più marcati quanto più risulti originariamente critica la capacità dissipante del notebook.
D’altro canto migliorano spesso anche la posizione d’uso del notebook, senza togliere nulla, anzi in alcuni casi aggiungendo qualcosa, anche a livello estetico.

La valutazione complessiva, che come indicato esula dai risultati numerici registrati, tutti abbastanza allineati e comunque fortemente dipendenti dalla conformazione del notebook usato, ci porta a scegliere come prodotto consigliato il Thermaltake Thai-Chi M, curato nei dettagli, silenzioso ed efficiente.

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Si ringrazia lo store on-line Drako.it per la disponibilità mostrata nel fornire i modelli oggetto della recensione.