Notebook Vista Capable e Premium Ready
Microsoft Windows Vista, il cui esordio è atteso per l'inizio 2007, introduce tante novità come l'interfaccia Aero, Internet Explorer 7, una gestione migliorata di file e cartelle, insieme a tecnologie pensate espressamente per migliorare affidabilità ed autonomia nei sistemi pc portatili: ecco i requisiti hardware che dovranno possedere i nuovi notebook in vista di Vista!
Windows Vista sarà il nuovo sistema operativo di Microsoft atteso per gennaio 2007.
Il nuovo sistema operativo introdurrà una larga serie di cambiamenti nell’interfaccia, nel kernel, nella sicurezza, nell’ergonomia a facilità d’uso, ma soprattutto sarà motivo per spingere alla diffusione di nuove tecnologie che hanno visto la luce nel mondo dell’hardware negli ultimi anni e che, a ben guardare, il sostanziale, lungo, regno di Windows XP, che domina la scena dal 2002 con requisiti hardware pressoché immutati, non ha certo contribuito a rendere pressanti.

In realtà, sul fatto che l’introduzione di un sistema operativo, e con sé tutta una serie di nuovi applicativi caratterizzati da richieste molto più esose in termini di capacità di elaborazione, sia l’occasione per orientare il mercato verso un sostanziale ringiovanimento del parco macchine, in accordo a nuovi dettami imposti dai colossi dell’hardware e del software, ci sarebbe da discutere ampiamente.
Ciò tuttavia nulla toglie all’importanza degli enormi passi avanti fatti nell’hardware negli ultimi tempi, e di quelli che invece ci aspettano da qui a qualche mese, in concomitanza, all’inizio del 2007, dell’uscita del nuovo sistema operativo Microsoft Windows Vista, e soprattutto non altera la realtà dei fatti, che vedono l’utente prossimo ad una pioggia di innovazioni e rivoluzioni nel settore dell’informatica e del mobile computing come non si assisteva da anni.
Il nostro articolo si dipanerà proprio sulla presentazione delle nuove tecnologie in ottica Windows Vista, e quindi, in fine ultimo, di longevità dei propri acquisti, mantenendo questo intreccio a doppio filo tra hardware e software che si configura come inscindibile, illustrando le novità hardware nel mondo dei computer portatili e le tecnologie che Vista è pronto a far proprie e sfruttare in maniera ottimale.
{mospagebreak title=I loghi cui prestare attenzione}

Microsoft, per agevolare l’utente finale nella scelta di hardware compatibile con i requisiti richiesti dal nuovo sistema operativo, e, perché no, per cominciare con netto anticipo rispetto all’uscita ufficiale la propria campagna marketing a supporto del progetto che ha tenuto sotto pressione i propri ingegneri per più di 5 anni, ha introdotto i marchi “Windows Vista Capable” e “Windows Vista Premium pc”, a denotare rispettivamente sistemi sufficienti a far girare Vista e sistemi in grado di sfruttarne anche le caratteristiche avanzate.

Tali marchi, che vedremo sempre più spesso sui notebook da qui all’uscita del sistema operativo, certificano l’adeguatezza dell’hardware ai requisiti minimi richiesti, requisiti che, definiti per tutti i sottosistemi, sono riportati in uno specifico documento che Microsoft indirizza ai produttori di hardware chiamato Windows Logo Program Device Requirements, giunto alla versione 3.06.
D'altro canto non si tratta di specifiche statiche ma, come avremo modo di vedere, il documento contiene anche una sorta di "certificazioni a tappe", che aumenteranno i requisiti minimi per ottenere i loghi nel corso del tempo, in accordo con le nuove tecnologie che si prevede vedranno la luce nel corso del prossimo anno.
In principio fu la corsa ai MHz: tale tendenza invero è rimasta sempre un po’ estranea ai processori per notebook, che devono tener presente esigenze di basso assorbimento energetico e contenuta generazione di calore, più che puntare alle prestazioni pure, ma questa è stata una via che ha comunque mostrato tutti i suoi limiti tecnologico/produttivi anche in ambito desktop.

I notebook di oggi e di domani saranno sempre più basati su architetture multiprocessore, cioè due o più processori integrati che eseguiranno i calcoli in parallelo, potendosi dedicare anche ciascuno a programmi, o gruppi di programmi, distinti.
Capostipite nel mondo notebook è stato il processore Intel Core DUO che ha sostituito, ad inizio 2006, i Pentium M (M sta per “Mobile”) nelle piattaforme Centrino. Nel corso dell’ultimo anno anche AMD, con il suo Turion X2, ha fatto il passo verso soluzioni multicore in ambito mobile, ed oggi la corsa è verso soluzioni sempre più sofisticate che integreranno, in futuro comunque non prossimo, almeno in ambito notebook, anche più di due core, con soluzioni multiprocessore.
Il rovescio della medaglia sta nella minore ottimizzazione dal punto di vista energetico: con gli ultimi Pentium M si era ottenuti notebook con anche 4 ore di autonomia, mentre il Dual Core ha fatto abbassare di almeno 1 ora la durata di un notebook medio a 15”.
D’altro canto la bontà dell’architettura e l’efficienza mostrata ha addirittura fatto sì che Intel abbandonasse, anche nel mondo desktop, il marchio Pentium, che, nelle sue varie famiglie e generazioni, è stato sinonimo incontrastato di processore per più di 10’anni, a vantaggio dell’architettura Core direttamente mutuata dai suoi processori per pc portatili.
Windows Vista, in fatto di risorse hardware, non richiede espressamente processori Multi Core. I requisiti sono dichiarati sono infatti:
- un processore “moderno” (<- almeno un Intel Pentium 3 o un AMD Athlon) ad almeno 800MHz per il marchio Vista Capable
- un processore ad almeno 1GHz per l'attribuzione del marchio Vista Premium Ready.
Dall’analisi delle versioni beta e Realease Candidate emerge tuttavia la necessità di processori ben più potenti per garantire livelli di fruibilità soddisfacenti, ed inoltre Vista integrerà a livello nativo il supporto ad architetture multicore, consentendo uno sfruttamento sapiente delle possibilità offerte dalle nuove architetture: questa sarà la strada perseguita anche da tutti i maggiori software applicativi, per cui l’acquisto di un processore multicore si delinea oggi quale scelta largamente consigliata, e questo non necessariamente in vista di un aggiornamento a Windows Vista.
Altra questione d’interesse riguarda le istruzioni a 64bit: se infatti Windows XP è stato "anche" rilasciato nella versione x64, problemi legati all’irreperibilità dei driver, alla scarsa ottimizzazione del codice di XP stesso nonché all’assenza di un buon numero di applicativi a 64bit che ne sfruttassero le potenzialità, ne hanno di fatto limitato la diffusione.
Discorso diverso sarà per Windows Vista che sarà compilato nativamente a 64bit, ed anzi le versioni a 32bit, che pure saranno commercializzate, presenteranno una serie di limitazioni: così facendo Microsoft dovrebbe dare l’imput acchè le altre società di software intraprendano la stessa strada.
La migrazione sarà certo lunga ma, in fase di acquisto di un nuovo notebook, appare opportuno puntare su portatili equipaggiati da processori con supporto ai 64bit, che, lo ricordiamo, sono allo stato attuale gli AMD Turion X2 e gli Intel Core 2 DUO.
Oggi lo standard de facto che si è diffuso è quello di equipaggiare i notebook con 1GB di memoria: un quantitativo adatto alla maggior parte degli usi e più che consono alle richieste di Windows XP, oltre che capace di rendere sulla carta tutti i pc Vista Ready. Al punto che Microsoft, nelle specifiche, richiede appena 512MB per ritenere un notebook “Vista Capable”!
In realtà 1GB rappresenterà un quantitativo appena sufficiente alle esose richieste che Windows Vista ha messo in evidenza nelle prime prove sicché, se si intende passare quanto prima al nuovo sistema operativo, è opportuno orientarsi verso quei, pochi, modelli di notebook equipaggiati con 2GB di RAM sin da ora, anche perché tipicamente i pc portatili presentano l’inconveniente, in fase di upgrade della memoria ram, di avere solo 2 slot disponibili, che, nel caso di notebook con 1GB, saranno verosimilmente entrambi occupati da moduli da 512MB operanti in dual channel.

D’altro canto aggiungere fisicamente nuovi moduli RAM non sarà l’unico modo per procedere ad un upgrade: Windows Vista introduce infatti la tecnologia Windows ReadyBoost che rappresenta un nuovo concetto di aggiunta della memoria a un sistema.
Le unità memoria flash USB (le classiche “chiavette usb”) possono essere infatti utilizzate da Vista come unità di memorizzazione esterne EDM (External Memory Devices) per estendere la memoria di sistema e migliorare le prestazioni. Il computer è in grado di accedere alla memoria di un'unità EMD molto più rapidamente che ai dati presenti sul disco rigido (anche se molto meno velocemente che non a moduli di ram veri e propri), ottimizzando le prestazioni del sistema, e consentendo aumenti di ram solo quando più necessari.
La presenza un buon sottosistema video su pc portatili ha significato a lungo un vezzo per i più, configurandosi quale esigenza sentita solo dagli appassionati di videogiochi o da professionisti che lavorano quotidianamente con software di rendering 3d e con vincoli di mobilità: in futuro sarà invece elemento sempre più cruciale in una buona configurazione.
Windows Vista verrà infatti con una nuova interfaccia utente chiamata Aero Glass: trasparenze ed effetti grafici di transizione a go go aspettano gli utenti del nuovo sistema operativo.

La nuova interfaccia, benché opzionale, e pertanto disattivabile, fisserà tuttavia alcuni paletti per l’attribuzione dei loghi, oltre che nuovi standard in fatto di grafica 3d.
Supporto in hardware alle API DirectX 9 saranno prerequisito per il logo “Capable”, mentre per far girare l’interfaccia Windows Aero saranno richiesti alle schede video almeno 128mb di memoria (anche condivisa) e supporto in hardware ai Pixel Shader 2.0: schede come le ATI X200 o Nvidia Go 6200 saranno quindi il minimo indispensabile per farci girare Vista, mentre saranno tagliati fuori molti sistemi notebook, venduti anche di recente, con schede video DirectX 8.
Se Aero sarà tutto sommato gentile nelle richieste hardware, Vista significherà una vera rivoluzione nel mondo gaming: le nuove API DirectX 10, che consentiranno un notevole boost grazie ad una maggiore integrazione nel kernel, saranno esclusiva del nuovo sistema operativo e non manterranno retrocompatibilità con le precedenti versioni: per ovviare a questo Microsoft renderà disponibile su Vista un sistema di emulazione a livello software che renderà compatibile il nuovo pacchetto con versioni di DirectX fino alla 7, operando comunque in maniera slegata rispetto alle istruzioni DirectX 10.
Schede DirectX 10 (peraltro non ancora commercializzate) potrebbero essere, potenzialmente, le uniche capaci di far girare i nuovi titoli videoludici che da qui ad un anno vedranno la luce, o meglio le uniche a visualizzare in maniera corretta i nuovi effetti grafici: è il caso di Halo 2, atteso sequel per pc del noto titolo Xbox che, in uscita nel primo trimestre 2007, supporterà le DirectX 10 (gli effetti grafici potranno essere emulati comunque anche su schede DirectX 9) e girerà esclusivamente su Windows Vista.
Ed Halo non sarà un caso isolato: inizialmente, per facilitare il passaggio tecnologico, si pensa saranno prodotti giochi in doppia versione (DirectX 9 e 10), ma la strada imboccata è ormai chiara: XP sarà presto tagliato fuori dal mercato videogames nel prossimo futuro, in accordo con le aspettative di Microsoft che crede molto nella sua ultima creatura come sistema ideale per videogiocatori, scelta dietro la quale è presente la malcelata volontà di spingere, con mezzi più o meno politicamente corretti, ad un upgrade di massa.
Innovazioni, se non rivoluzioni, attendono al varco anche gli amanti di contenuti multimediali: i nuovi standard di memorizzazione HD DVD e Blue Ray consentiranno un notevole aumento della qualità dei film distribuiti, ma significheranno anche schede video all’altezza per elaborare i pesanti algoritmi di decompressione.
Inoltre, se si vorrà abbinare il notebook ad un monitor ad alta definizione come i moderni televisori LCD predisposti per l’High Definition, occorrerà disporre di una porta HDMI compatibile con Hdpc, cioè la tecnologia che controllerà la legalità dei flussi video, mettendo in atto meccanismi di protezione se dovesse riscontrare una provenienza illegale degli stessi.
Proteggere i contenuti è il diktat a cui anche Microsoft si è dedicata, ed anzi tali contenuti saranno consentiti solo su versioni Windows Vista a 64bit con driver con firma digitale, precludendone la fruizione ai possessori delle versioni del sistema operativo a 32bit.
Un tempo era solo questione di capacità. Poi nei notebook c’è stata la differenziazione tra unità a 4200 e 5400 rpm, con progressiva affermazione di questi ultimi, che consentono prestazioni sui sistemi pc portatili più vicine alle unità utilizzate nei pc fissi.
Windows Vista, anche in questo caso, pone limiti tutt’altro che trascendentali: capienza da almeno 40gb, di cui 15 liberi, per il logo “Vista Premium”.
Anche in questo caso, però, Vista strizza fortemente l’occhio alle innovazioni tecnologiche di oggi…e di domani.
Nel futuro dello storage dei dati, soprattutto in ambito mobile, ci saranno sempre più dischi allo stato solido, cioè basati sulla stessa tecnologia delle memorie flash usate ad esempio nelle fotocamere digitali.
I vantaggi dell’uso di tale tecnologia su pc portatili sono legati essenzialmente a consumi della batteria notevolmente ridotti e maggiore affidabilità in caso di urti o cadute accidentali, grazie all’assenza di parti meccaniche in movimento. Purtroppo le velocità di trasferimento, e soprattutto i costi necessari a realizzare unità di elevate capacità, costituiscono il loro attuale limite.
Pertanto, prima di vedere in maniera massiva tale tecnologia diffusa su tutti i notebook, si passerà verosimilmente in un periodo di transizione anche lungo che vedrà la diffusione di sistemi ibridi, che abbineranno i piatti ad unità di memorizzazione allo stato solido.

Tali nuovi hard disk, definiti dalla sigla HHD (Hybrid Hard Disk), dovrebbero vedere la luce, a livello commerciale, il prossimo anno, e saranno ampiamente sfruttati da Windows Vista, che ha integrato una serie di funzioni dedicate ai possessori di notebook con tali hard disk particolarmente interessanti.
Nella bontà di tali soluzioni credono particolarmente quelli dell'azienda di Redmond, al punto che Microsoft, nelle recenti specifiche destinate ai produttori di hardware, ha inserito quale prerequisito indispensabile al conseguimento del logo “Vista Premium” la presenza, a partire dal 1 luglio 2007, nei sistemi pc portatili, di dischi ibridi con almeno 500mb di memoria flash.
Windows ReadyDrive sarà la tecnologia integrata in Windows Vista pensata per sfruttarne a pieno le potenzialità.
Tanti e diversi i vantaggi: in primo luogo la memoria flash viene utilizzata per memorizzare, prima dello spegnimento o della sospensione del PC, un'immagine compressa di Windows o di alcune sue parti: in questo modo l'avvio del sistema operativo può avvenire parzialmente o integralmente dalla più veloce memoria flash, con tempi di accensione e caricamento quasi istantanei, al pari di un qualsiasi altro strumento tecnologico come un televisore o un hi-fi.
In seconda battuta la memoria flash viene usata per immagazzinare i dati destinati ad essere archiviati sul disco e differirne la scrittura ad un momento successivo.
Da alcuni test condotti da Microsoft emergerebbe che un tipico utente di notebook scrive sul disco meno di 100 MB di dati ogni 10 minuti: questo significa, ad esempio, che una memoria flash da 128 MB potrebbe consentire al sistema operativo di scrivere sul disco a intervalli di tempo di una decina di minuti durante i quali poter fermare la rotazione dei dischi rigidi ed allungare così l'autonomia delle batterie e la vita del drive.
L'utilizzo di una memoria non volatile per il caching dei file ha infine il vantaggio, in caso di blocco o inaspettato spegnimento del sistema, di poter consentire il recupero delle informazioni ancora non scritte su disco, a differenza della memoria ram o della cache volatile tipicamente abbinata agli hard disk.
Come descritto i requisiti strettamente necessari all’esecuzione di Vista consentono di definire quanto meno “Capable” una vasta gamma di macchine anche abbastanza datate, con una limitazione appena più stringente legata all’uso delle funzionalità “Premium”, una su tutte l’interfaccia Aero.
In realtà le cose potrebbero rivelarsi diverse: problemi saranno presumibilmente legati alla disponibilità di driver per il nuovo sistema operativo, ed in particolare alla voglia dei produttori di periferiche integrate più particolari, quali, ad esempio, moduli bluetooth e card reader che completano sempre più spesso la dotazione di un notebook, di realizzarne: nulla infatti potrà il consumatore in possesso di un portatile non certificato circa l’assenza dei driver necessari al suo corretto funzionamento.

Per scoprire in anticipo eventuali problemi del genere Microsoft stessa ha rilasciato Windows Vista Upgrade Advisor: un'applicazione che può essere eseguita su un computer basato su Windows XP per scoprire se è pronto ad eseguire Windows Vista.
Durante l'esecuzione, Upgrade Advisor esamina il PC e genera un semplice rapporto che indica tutti i problemi noti di compatibilità del sistema ed eventuali assenze di driver integrati in Vista stesso (invitando, in questo caso, a contattare il produttore dell’hardware), insieme ad una serie di consigli su come preparare il PC per Windows Vista nonché quale versione sarà la più adatta alle caratterisitiche dell’hardware analizzato.

Sulla stessa scia ATI ha presentato un tool, il Vista Readiness Advisor (che comunque funziona anche su sistemi basati su schede grafiche Nvidia) in grado di analizzare il sistema e fornire una sintesi, esclusivamente a livello hardware, del pc in uso, indicando in maniera sintetica il grado di compatibilità, nonché un giudizio di sorta sui singoli sottosistemi di un personal computer.