Rightmark cpu clock Utility: temperature ed autonomia sotto controllo!
Ecco una guida all’uso di software come Rightmark CPU Clock utility, oppure Notebook Hardware Control (NHC), che, abbassando i voltaggi del processore, consentono una gestione oculata dei consumi nei notebook, oltre che una diminuzione delle temperature di esercizio in un pc-portatile.
Perché undervoltare?
All’inizio di questo articolo spieghiamo i vantaggi provenienti da una pratica di questo tipo: diminuire e gestire in maniera efficiente i voltaggi di funzionamento del processore consente anzitutto un riparmio energetico, utile in tutti quei casi nei quali si è costretti ad usare il notebook con la batteria, e quindi anche una manciata di minuti guadagnati non dispiace affatto!
Inoltre la produzione di calore, il cui smaltimento è particolarmente critico nei pc portatili, viene anch’esso notevolmente ridotto, ottenendo temperature inferiori, anche e soprattutto d’estate, quando questo problema si fa più sentire, e magari maggiore silenziosità per via delle ventole che rimangono inattive.
Come funziona il moltiplicatore di una cpu
Prima di vedere come utilizzare questo software per ottimizzare il risparmi energetico e la generazione di calore sui computer portatili, giova una piccola digressione per spiegare alcuni concetti che ci aiuteranno a capire meglio cosa stiamo facendo: in particolare la frequenza di funzionamento di un processore è regolata da 2 parametri, dalla cui interazione risulta il valore finale, che sono moltiplicatore e bus di sistema, o Front Side Bus (FSB). Il prodotto del valore del FSB x il valore del moltiplicatore fornisce la frequenza finale: ad esempio un processore AMD Turion ML37 ha un bus di sistema a 200MHz ed un moltiplicatore da 10x: quindi la frequenza complessiva è pari a 200MHz x 10 = 2000MHz, cioè 2GHz appunto!
Ciò detto è da rilevare come i processori per notebook (e sempre più spesso anche quelli per desktop) abbiano tipicamente il moltiplicatore sbloccato verso il basso: questo significa che, riprendendo l’esempio del Turion ML37, se si impostasse il moltiplicatore di tale processore a 5x, questo lavorerebbe a 200MHz x 5 = 1000MHz, cioè a frequenza pari alla metà del suo potenziale massimo.
Rightmark cpu clock utility e Notebook Hardware Control
Il software oggetto di questo articolo è un interessante programmino freeware, nato originariamente per gestire la modalità Cool’n quiet introdotta nei primi processori AMD Athlon 64, caratterizzati da moltiplicatore sbloccato verso il basso. Col tempo il software si è notevolmente affinato e, nelle ultime release, gestisce anche i moltiplicatori delle cpu basate su piattaforma Intel Centrino, compresi le nuove cpu core Yonah conosciute come Core DUO.
Rightmark cpu clock utility lavora proprio agendo sul moltiplicatore, abbassandolo nelle situazioni dove non occorre il massimo della potenza di calcolo (ad esempio navigazione web, videoscrittura, ma anche film etc…). La gestione fatta da tale software inoltre non è fissa ma dinamica: ciò significa che quando si richiede, anche solo per pochi istanti, il massimo da tale punto di vista, il moltiplicatore viene automaticamente alzato permettendo il soddisfacimento di tali richieste.
Su un principio di funzionamento analogo c’è anche Notebook Hardware Control, conosciuto come NHC, nato specificamente per i processori Centrino, al punto che il suo primo nome era Centrino Hardware Control (CHC), che abbina alle feature che andremo ad esaminare, anche delle utility di monitoraggio e gestione di Hard disk e scheda video: d’altro canto la maggiore pesantezza di questo software, nonché il suo forte orientamento verso i processori Intel, con l’impossibilità di variare i voltaggi anche su notebook dotati di processore AMD, ci hanno fatto propendere per analizzare in dettaglio il primo dei 2, pur essendo NHC estremamente valido ed efficace.
Adesso passiamo all’opera…
Anzitutto procuriamoci il software necessario:
Rightmark Clock utility appunto, qui da noi testato nella versione 2.05
Un software per monitorare le temperature: consiglio Mobile Meter
Un software per stressare la cpu: consiglio Super PI
A questo punto installiamo e lanciamo RM Clock:

La prima schermata che vediamo è puramente introduttiva: vengono mostrate le informazioni tecniche del processore montato, il carico e la frequenza attuale, e i vari dati su moltiplicatori e relativi voltaggi: in particolare segnamoci proprio questi 2 ultimi valori: quelli cioè di Corrent FID e VID (rispettivamente Frequency Identification Definition e Voltage Identification Definition) che ci serviranno subito dopo.

A questo punto passiamo, saltando la sezione “Monitoring” che riporta solo dei grafici per mostrare la variabilità temporale dei vari parametri, alla sezione “Management and Profiles”.
Qui, nella sezione “Profile selection”, accertiamoci di scegliere la politica di gestione “Performance on demand” sia per alimentazione da rete (AC Power profile) che da batteria (Battery profile): così facendo, infatti, le impostazioni che andremo a settare faranno sì di adattare moltiplicatore e voltaggi (e quindi in definitiva la frequenza complessiva) in base al carico computazionale richiesto.
Accertiamoci anche che siano spuntati tutti i tag del riquadro “Cpu default” in modo che una volta usciti dal programma, o magari in caso di blocco di quest’ultimo, siano ripristinati i valori di default gestiti dal bios.
A questo punto, indicato che tipo di profilo di gestione energetica si dovrà utilizzare, passiamo a settare in maniera ottimale tale profilo, spostandoci proprio nella sezione “Power on demand”. Qui ci sono 2 linguette relative al tipo di alimentazione: dovremo settarle entrambe, ma partiamo dalla linguetta relativa al tipo di alimentazione corrente (nel nostro caso AC profile avendo il notebook attaccato alla rete elettrica).

Spuntiamo “Use P-State transition” in modo da abilitare il riquadro in figura.
Qui sono presenti diversi valori di moltiplicatore e relativo voltaggio: mettiamo il segno di spunta solo al valore con moltiplicatore più basso (4x nel caso di AMD Turion, 6x per i sistemi Intel Pentium M), o, nel caso non fosse presente alcuna voce, clicchiamo con il tasto destro nel riquadro ed aggiungiamo un primo valore caratterizzato dal moltiplicatore più basso possibile a seconda della cpu del nostro portatile.
Adesso comincia la fase di test vero e proprio, nel senso che, con il solo valore di moltiplicatore più basso, dobbiamo cercare di trovare il valore di VID il più basso possibile affinché il computer continui ad essere stabile: non è una cosa matematica poiché, se i valori dei voltaggi vengono impostati in massa per standardizzarli su diverse cpu, in realtà ogni cpu fa storia a sé, riuscendo a reggere valori più o meno bassi (alcuni processori Centrino core Sonoma reggono addirittura 0,6volt!) a seconda di parametri legati alla bontà del processo produttivo: in pratica è una questione di fortuna!
Ogni volta che abbassiamo gradatamente il voltaggio è ooportuno testarne la stabilità eseguendo un Super PI da 1M: possiamo iterare le prove abbassando di volta in volta il valore di VID fintanto che la cpu risulti stabile, e, quando abbiamo trovato il valore che ci sembra limite, al di sotto del quale si cominciano a registrare dei blocchi, possiamo verificarlo meglio con un Super PI da 8M o 16M.
Trovato il valore ottimale facciamo la stessa cosa con il moltiplicatore più elevato, quello cioè che consente alla cpu di lavorare alla massima frequenza.
Ora selezioniamo (o creiamo, se non comparivano già) i valori intermedi e, avendo avuto cura di spuntare per ciascuno il tag “Auto-adjust intermediate P-state VIDs”, saranno automaticamente impostati i VID anche per gli step intermedi.
Se dovessero verificarsi dei freeze è opportuno alzare di un paio di step i valori minimo e massimo, oppure, se proprio si vuol fare un lavoro certosino, verificare il VID minimo per ogni moltiplicatore.
Riportiamo i valori ottenuti anche nella linguetta Battery, cioè impostiamo i valori di moltiplicatori e relativi VID che consentono il massimo risparmio energetico anche nel caso di alimentazione a batteria.
Selezioniamo in AC power, in “Performance/power saving preference” il valore “Performance Level 4”, mentre in Battery il valore “Power Saving Level 4”: così facendo si imposta la sensibilità alla variazione dei valori di moltiplicatore in base al carico, avendo impostato la massima prontezza al cambiamento in caso il notebook sia attaccato alla rete, mentre la scelta più conservativa in caso di batteria.
Clicchiamo su Apply per salvare la configurazione e godiamoci il lavoro!
Per fare in modo che il programmino, che occupa poco più di 4mb in memoria, davvero un'inezia per i quantitativi di ram di cui dispongono i notebook attuali, si avvi da solo ad ogni avvio di Windows occorre cliccare con il tasto destro sull'iconcina presente nella barra delle applicazioni e mettere i segni di spunta come in figura:

I risultati
L’aver settato in maniera certosina la gestione energetica del notebook, così come descritto, consente di allungare la durata della batteria anche di 30 minuti e più a seconda della macchina in questione e di quanto si sia riusciti a risparmiare sui voltaggi, ma consente, il che non è poco, anche una consistente diminuzione delle temperature di esercizio.
Ecco le temperature rilevate in idle, ed in full load, sotto pesante stress (alla fine di un Super PI da 16M), rilevate da Mobile Meter, con e senza la gestione ottimale garantita da Righmark CPU Clock, in riferimento ad un processore Turion ML37 (VID default 1,4v, VID impostato con RM 1,15v):

Conclusioni
In definitiva tali tipologie di software, a cui appartiene anche Notebook Hardware Control (NHC), un po’ più completo, anche se più pesante e più specifico per processori Intel, consentono una gestione ottimale delle potenzialità offerte dai processori per notebook, fungendo anche da valido strumento per tenere sotto controllo le temperature che, soprattutto in estate, tendono ad essere anche molto fastidiose nell’uso continuo di un pc portatile, e forniscono una suite di strumenti assolutamente imprescindibili nell’uso quotidiano.