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Pagina 1 di 3 Scheda video sui notebook: da sempre croce e delizia di quanti cercano di abbinare la mobilità di un portatile a prestazioni senza compromessi. Ma con l’avvento di contenuti multimediali in High Definition e le tecnologie AVIVO e PureVideo, è il caso che anche l’utente comune presti attenzione alle dotazione del sottosistema video!
Ritorniamo con questo articolo su un argomento che ha mostrato essere spesso molto a cuore ai nostri lettori, e cioè la scelta della soluzione video ottimale da preferire all’atto dell’acquisto di computer portatile: la “rigidità” delle configurazioni proposte e l’impossibilità, “de facto”, di aggiornare il sottosistema video in un notebook, ne fanno infatti uno degli argomenti maggiormente dubitati per quanti non siano appassionati, né la giungla di sigle e tecnologie aiuta nella scelta.
Dando per scontata la mediocrità dei chipset integrati Intel, validi solo per applicativi office e 2d, Ati e Nvidia, le due aziende produttrici di chipset grafici che di fatto dominano il settore, propongono una serie di soluzioni atte a soddisfare un’ampia gamma di utenze e necessità, che vanno dall’amante di contenuti digitali al più spinto gamer.
Anzitutto sfatiamo alcuni errori comuni che il profano commette nel giudicare la bontà di un sottosistema video: uno dei parametri più spesso confusi come indice di superiorità prestazionale è infatti considerato il quantitativo di memoria. Nulla di più errato! Oggi molti dei titoli di videogiochi, che sono poi gli applicativi più pesanti cui può essere sottoposta una scheda video, girano infatti con 128mb dedicati, una parte trova giovamento dalla presenza di 256mb, e ben pochi fanno registrare miglioramenti realmente apprezzabili con quantitativi superiori.
E tuttavia su tale, distorta, concezione, i guru del marketing giocano molto, al punto che da un anno buono a questa parte sempre più spesso capita di trovare affiancate nelle schede tecniche la dicitura Hypermemory o Turbo Cache, null’altro che i nomi scelti rispettivamente da Ati e Nvidia per denotare la possibilità da parte della scheda video di attingere a memoria di sistema nel caso nasca una siffatta necessità: diciture spesso abusate che dirottano l’attenzione su un parametro che invece, come si diceva, è solo secondario nella valutazione complessiva.
La bontà di un sottosistema video è data infatti dall GPU, acronimo di Graphic Processing Unit, un coprocessore deputato all’elaborazione di istruzioni di carattere tipicamente grafico, che aiuta il processore di sistema ad assolvere le funzioni nel suo complesso e che, nel 99% dei casi, rappresenta il vero collo di bottiglia in applicativi graficamente impegnativi come un videogioco.
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