Vorrei riportare questa interessante considerazione di cui credo ormai tutti noi amanti dei pc ci stiamo accorgendo da qualche tempo a questa parte. Ecco il testo integrale come riportato da hwupgrade:
Il 19 Aprile del 1965 Gordon Earl Moore, che nel 1968 diverr? il cofondatore di Intel Corporation assieme a Robert Noyce, enunci? quella che viene definita come "Legge di Moore" in una pubblicazione all'interno della rivista Electronics Magazine.
L'enunciazione della legge (improprio chiamarla cos? dal momento che si tratta pi? di un'osservazione empirica) parte dalla seguente constatazione di Moore: "A parit? di costo la complessit? di un circuito integrato ? cresciuta al passo di due volte ogni anno. Chiaramente nel breve periodo questo tasso di crescita sar? mantenuto se non addirittura incrementato. Sul lungo periodo il passo della crescita ? pi? incerto, tuttavia non vi sono ragioni per credere che esso non rimarr? costante per almeno i prossimi 10 anni. Ci? significa che nel 1975 il numero dei componenti per un circuito integrato sar? di 65 mila. Credo che un circuito cos? grosso pu? essere realizzato con un singolo wafer".
Questa osservazione rest? valida fino al 1975, anno in cui Moore decise di correggere la propria osservazione e di estendere a due anni il periodo nel quale raddoppia la complessit? di un circuito integrato. Sebbene Moore non abbia mai fatto riferimento al periodo di 18 mesi, l'osservazione verr? poi semplificata e formalizzata con l'enunciato a tutti noto: "il numero di transistor utilizzati per la realizzazione di un processore raddoppia in un periodo compreso tra i 18 e i 24 mesi".
Sono passati trent'anni dalla seconda enunciazione della legge, periodo nel quale si ? rivelata sostanzialmente attendibile, sebbene lo stesso Moore abbia pi? volte dichiarato che con il passare del tempo il progresso nella realizzazione di chip sarebbe fisiologicamente rallentato.
Sembra arrivato ormai il momento in cui il passo sta effettivamente rallentando, almeno a detta delle grandi compagnie specializzate nel settore IT. L'aspetto pi? interessante di questo fenomeno ? che le cause di questo rallentamento sembrano imputabili pi? a questioni di tipo economico che di tipo tecnologico.
Philips Semiconductors, Fujitsu, AMD sono solo alcune delle compagnie che hanno espresso una semplice constatazione: nonostante esista ancora la possibilit? di dimezzare il costo dei transistor ogni due anni e, di conseguenza, progettare chip con il doppio dei transistor al medesimo costo, non sussiste la necessit? di doverlo fare dal momento che la crescita del mercato sta procedendo pi? lentamente rispetto agli anni passati, come recentemente dimostrato dalla pi? lenta adozione di novit? tecnologiche da parte del pubblico.
E' un segnale del fatto che ? cambiata la percezione dell'utente nei confronti del mondo dei computer: una parte sempre pi? larga degli utenti, infatti, resta soddisfatta delle prestazioni del proprio sistema per un periodo di tempo maggiore di quanto avveniva in passato e, per questo motivo, non avverte la necessit? di dover ricorrere a nuove soluzioni tecnologiche. Con la domanda, da parte del pubblico, che resta bassa, le compagnie sono spinte a non innovare cos? rapidamente come successo anche fino a pochi anni fa.
Il principale ostacolo alla legge di Moore ? quindi un problema di mercato, sebbene esista anche qualche problema tecnologico. Fra tutti l'ormai famigerato problema della "current leakage", ovvero la dispersione di corrente attraverso transistor attigui. Si tratta di un fenomeno difficilmente controllabile che vede incrementare i propri effetti via via che il progresso permette la realizzazione di transistor di dimensioni sempre pi? ridotte. La dispersione di corrente comporta, come ? facilmente intuibile, consumo pi? elevato e maggiore dissipazione termica e, di conseguenza, un limite alle prestazioni.